Descrizione
Risorse ministeriali per 200.000 € destinate a sostenere le giovani generazioni e a contrastare le dipendenze patologiche e digitali: è il contributo assegnato al Comune di Grottammare a seguito della presentazione del progetto R.E.T.E., in risposta al bando 2025 emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche contro la droga e le altre dipendenze.
La notizia arriva in un momento decisivo per il welfare cittadino: sabato 17 ottobre si è tenuto il primo incontro ufficiale per la realizzazione del primo Patto di Comunità Educante a Grottammare (nella foto).
La comunicazione ufficiale dell’assegnazione dei fondi al Progetto R.E.T.E. è pervenuta all’ente ad inizio ottobre, in attuazione del decreto di approvazione pubblicato il 19 giugno.
L’iter procedurale compirà un passaggio fondamentale nella seduta di Consiglio comunale del prossimo 27 ottobre, dove verrà presentata una variazione di bilancio per recepire i fondi. Le risorse verranno investite nell'arco di due anni. Il successivo step istituzionale sarà la sottoscrizione della convenzione con il Dipartimento ministeriale per dare il via formale alle attività.
“Questo finanziamento – dichiara l’assessora all’Inclusione sociale, Monica Pomili - è il risultato straordinario di una programmazione capace di attrarre risorse e trasformarle in interventi concreti, dimostrando la capacità dell'Amministrazione di trovare risposte tangibili in un momento di grande complessità per il welfare locale. La disponibilità di questi fondi ci permette di superare la logica dell'emergenza per strutturare un sistema di tutela stabile, in grado di intercettare il disagio giovanile prima che si trasformi in solitudine o in un costo sociale ed economico per la collettività. È un passaggio che ci consente di dare continuità alle linee del nostro programma quinquennale di assistenza e politiche sociali, camminando in perfetta sinergia con la costruzione della nostra Comunità Educante”.
Il progetto R.E.T.E. (Relazioni, Educazione, Territorio, Esperienze) non si limita a erogare singoli servizi o realizzare attività, ma propone un vero e proprio modello integrato e comunitario di prevenzione, superando le risposte frammentate per costruire una responsabilità condivisa. Sotto la guida del Comune (ente capofila) e la responsabilità progettuale di Vincenzo Castelli, l'intesa unisce in una vera "rete di protezione" le cooperative Lella 2000 e Abilita, le associazioni Amelia e Blow Up, l'ISC, l'Istituto superiore “Fazzini Mercantini”, l'Arma dei Carabinieri, le realtà del terzo settore e gli attori della vita quotidiana del territorio.
Il lavoro di rete si articola in cinque macro-azioni interconnesse: dall'educativa di strada al potenziamento dei servizi giovanili (Informagiovani e CABA-Centri di aggregazione bambini e ragazzi), dal supporto psicologico via WhatsApp ai ritiri di disconnessione digitale, fino alla formazione per scuole, famiglie ed esercenti e alle rassegne culturali e cinematografiche.
R.E.T.E. non è una iniziativa isolata, ma si inserisce nel più ampio e strategico programma di "Comunità Educante" che l'Amministrazione sta strutturando come rete di sostegno alle politiche giovanili comunali.
A tal proposito, sabato 17 ottobre, 21 realtà territoriali hanno partecipato all’incontro di apertura che condurrà alla firma del Patto di Comunità Educante a Grottammare prevista a maggio 2027. Il percorso è supportato dall’Università di Urbino, rappresentata alla riunione dal prof. Christian Gretter (docente in Gestione e organizzazione dei servizi sociali) e dalla dott.ssa Elisa Marconi (Co.R.A. Lab Srl).
Sul valore del percorso interviene la consigliera delegata alle Politiche giovanili, Martina Sciarroni: “I risultati concreti delle azioni del patto li potremo osservare insieme solo nel secondo anno di processo, poiché gli stessi saranno il frutto del lavoro che i partecipanti svolgeranno durante i diversi incontri di questa prima annualità. Ma è proprio in questo cammino comune che risiede il vero potenziale del patto educativo. Politicamente significa restituire all'intera comunità la forte percezione che ciascuno di noi, come singolo e come realtà operante, ha un ruolo fondamentale nella crescita delle giovani generazioni, le quali prima di ogni altra cosa devono poter nutrire fiducia nel presente e negli adulti che lo abitano”.
22.10.2026
Pina Ventura
ufficio stampa