Biografia

 

Quello che più conosciamo della Serva di Dio Lavinia Sernardi – non essendo mai stati rinvenuti gli atti del Processo diocesano ordinario sulla sua vita, le sue virtù e i suoi miracoli istruito subito dopo la sua morte – lo dobbiamo a una vita a lei dedicata e pubblicata nel 1684 a Fermo, scritta da un prete dell’Oratorio di Fermo, Padre Venanzio Bevilacqua, I frutti dello Spirito Santo riconosciuti nella vita della Serva di Dio Lavinia Sernardi dalle Grotte a Mare.

Lavinia Sernardi nacque il 2 giugno 1588 a Grottammare da Sigismondo Sernardi e da Emilia Tesei, benestante famiglia del luogo.

Prima figlia nata nella sua famiglia, fu guidata nella sua formazione spirituale dalla madre Emilia.

Ad appena 15 anni, come era in uso a quei tempi, si sposò, maritandosi con Gio. Marino, figlio di Gio. Antonio della facoltosa famiglia dei Giammarini.

Dopo sette anni di matrimonio le nacque una figlia, Ifigenia che morì dopo pochi mesi.

Dopo qualche tempo ebbe un secondo figlio, cui mise nome Francesco e dopo tre anni le nacque un’altra figlia che chiamò Margherita. Di entrambi fu la prima educatrice, soprattutto in ambito religioso.

Dalle testimonianze pervenuteci si comprende come la peculiarità spirituale di Lavinia Sernardi, e la sua modernità nella Chiesa cristiana d’oggi, risieda soprattutto nell’aver testimoniato come anche all’interno del matrimonio e della vita quotidiana familiare si potesse dare prova di fedeltà ai precetti di Cristo e vivere pienamente il Vangelo nella vita di ogni giorno.

Nel suo percorso spirituale Lavinia Sernardi fu guidata da tre sacerdoti, che lei giudicava come suoi direttori spirituali: Padre Vagnozzo Pica, prete diocesano di Ripatransone e parroco della parrocchia S. Angelo della stessa città; Fra Nicolò Pallotta, francescano di Monteprandone; Don Girolamo Leti, pievano della chiesa del castello di S. Benedetto.

Molto legata alla Chiesa di Santa Maria dei Monti a Grottammare, quando morì, il 15 settembre 1623, vennero celebrati lì i suo funerali e lì venne anche sepolta. Ancora oggi una lapide all’interno della chiesa ne indica la tomba.

Dopo la sua morte, divulgatasi la fama della sua santità, su richiesta della Comunità di Grottammare venne istruito il Processo ordinario sulla vita, le virtù e i miracoli della Sernardi, che però, non si sa per quali motivi, non giunse mai a termine.

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento

12/02/2024, 12:57