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Benvenuti sul sito del Comune di Grottammare - 31/07/2010
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PROGRAMMA AMMINISTRATIVO
I Parte
 
 
 
LA CITTA’ DELLA PARTECIPAZIONE
 
La realtà grottammarese è cambiata radicalmente negli ultimi tredici anni. Il merito della trasformazione complessiva della città, il motore del suo progresso, è stato il metodo partecipativo, che ha sottratto l’ambito decisionale dagli ambienti chiusi e dai giochi di potere che da sempre bloccano l’attività amministrativa. In questi anni Grottammare è diventata esempio nazionale, europeo e mondiale di questo metodo; infatti riconoscimenti alla sperimentazione cittadina sono presenti in tutte le pubblicazioni internazionali specializzate in forme avanzate di pubblica amministrazione.
Negli ultimi cinque anni tutti gli interventi, sia di piccola che di grande rilevanza, sono stati selezionati dai cittadini, i quali  ne hanno scelto la priorità di realizzazione nelle assemblee pubbliche promosse all’interno del percorso del bilancio partecipativo. La sperimentazione è andata avanti e abbiamo condiviso con i cittadini la progettazione di opere pubbliche, la partecipazione a bandi pubblici (contratto di quartiere) e la realizzazione di “accordi di programma”. Questo metodo rimane la struttura portante del nostro agire amministrativo. Il programma che presentiamo ai cittadini sarà costantemente verificato ed integrato attraverso le assemblee pubbliche che continueranno a dare voce agli abitanti di Grottammare.
Proseguiremo su questa strada, non ci chiuderemo nelle stanze, ma continueremo ad essere in mezzo alla gente, ascoltando le loro proposte, continuando a favorire la crescita di comitati di quartiere, ponendo in campo tutti gli strumenti per informare i cittadini sul percorso amministrativo, coinvolgendoli nelle decisioni affinché le possano condividere e verificare.
 
LA CITTA’ PUBBLICA ED EQUA
 
Cinque anni fa parlavamo di una città che doveva essere governata contrapponendosi all’idea generale delle privatizzazioni e delle esternalizzazioni. Abbiamo lavorato affinché questo indirizzo diventasse la realtà operativa della nostra amministrazione, ci siamo impegnati molto in ambito territoriale per affidare il ciclo integrato delle acque alla società totalmente pubblica C.I.I.P. spa e abbiamo continuato in sede comunale a gestire interamente la quasi totalità dei servizi .
Le competenze acquisite in ogni ambito dai nostri dipendenti consentono all’ente di erogare servizi di alta qualità e di grande efficacia vogliamo citare come esempio   l’elevato livello qualitativo raggiunto dalla nostra squadra di giardinieri con una cura delle piante e delle aiuole che ha portato Grottammare ad essere valutata come la cittadina con la migliore cura del verde della provincia.
L’indirizzo che proponiamo per i prossimi cinque anni va verso un ulteriore e più forte impegno a contrastare le privatizzazioni, oggi di gran moda negli enti locali, e le esternalizzazioni.
Dovremo impegnarci nel rinnovo del parco mezzi comunale continuando nella trasformazione iniziati in questi cinque anni verso mezzi che siano rispettosi dell’ambiente. Lo sforzo economico sarà ovviamente superiore ai mezzi tradizionali, ma l’attenzione ambientale deve prevalere su ogni altro aspetto.
In premessa parlavamo di un programma capace di proporre grandi progetti e di prospettarne anche la loro sostenibilità economica, come cinque anni fa parlavamo delle balle dei nostri avversari in merito ai debiti del Comune, oggi parliamo del bassissimo livello di tassazione del nostro Comune: ICI prima casa 4 per mille, il 70 per cento dei proprietari di prima casa di Grottammare nel 2008 non pagheranno ICI, l’abbiamo di fatto già sterilizzata. Tasse, tariffe, imposte ferme ai valori del 2002.
Nei prossimi cinque anni, l’obiettivo sarà quello di continuare il grande impegno di perequazione impositiva che abbiamo costantemente attuato in questi anni. Ci proponiamo di evitare carichi eccessivi soprattutto per le famiglie con redditi bassi utilizzando tutti gli strumenti consentiti dalla legislazione corrente per una fiscalità locale che tenga realmente conto delle diverse sostenibilità impositive.

LA CITTA’ DELLA SOLIDARIETA’

Il fine del movimento Solidarietà e Partecipazione vuole essere ancora una volta quello di costruire un movimento di trasformazione della realtà locale, di governare democraticamente Grottammare per costruire una città più giusta, vivibile, educativa, sicura: una città veramente solidale che mette al centro i cittadini con i loro bisogni e le loro esigenze, per realizzare una politica di valori, per recuperare l’idea di appartenere ad una comunità.
Per far si che le politiche sociali non vengano più considerate solo politiche per i deboli, diventando a loro volta politiche deboli, è necessario che esse recuperino il loro ruolo di centralità nell’orientare la politica pubblica di sviluppo locale.
Questo è il motivo per il quale riteniamo utile aprire questo documento programmatico proprio con delle pagine dedicate all’organizzazione delle Politiche Sociali della nostra città.
Questo programma rappresenta l’impegno a ridefinire le Politiche Sociali di Grottammare, partendo dalla consapevolezza che in questi anni molto è già stato realizzato.
E’ nella continuità con il “già fatto” che si vogliono attuare nuove strategie operative che soddisfino sempre meglio la domanda sociale dei cittadini.
Il progetto che sottoponiamo all’approvazione degli elettori vuole essere lo strumento attraverso il quale il sociale interroga ed indirizza tutte le politiche, quelle sanitarie,  urbanistiche, della scuola  dei servizi per l’infanzia, della formazione, delle pari opportunità.
Per il Comune questo significa svolgere un ruolo di regia, finalizzata a promuovere e sostenere le risorse della collettività, coordinando i programmi e le attività degli enti che operano nel territorio, sviluppando collegamenti tra i servizi istituendo intese con l’Azienda Sanitaria e gli altri Comuni dell’Ambito, adottando l’uso di strumenti per il controllo di gestione e la valutazione, garantendo a tutti i cittadini il diritto a partecipare al controllo di qualità dei servizi.
Vogliamo promuovere e tutelare il diritto alla informazione sui servizi erogati dal Comune, soprattutto per coloro che hanno difficoltà linguistiche, fisiche, culturali, nonché il diritto alla personalizzazione dei servizi, tramite progetti individualizzati di intervento.
La promozione della “cittadinanza attiva” si realizza considerando cittadini e famiglie non “oggetto”  ma “soggetto protagonista” della rete degli interventi e dei servizi sociali.
 
GIOVANI
Solidarietà e Partecipazione riconosce nei giovani una risorsa per il futuro. E’ infatti necessario trovare in loro stimoli nuovi e trasformare le cosiddette “potenzialità” in “realtà”.
Per realizzare tutto ciò è altresì fondamentale allontanare gli spettri di precarietà e selezione sociale determinata dalle condizioni economiche  favorendo creatività, genialità e spirito di aggregazione.
L’Amministrazione Comunale fino ad oggi  ha, già operato molto in tal senso incentivando  e sostenendo l’aggregazione all’interno delle due ludoteche (“L’isola che c’è” e “Stile Libero”) e del nuovo Deposito delle Arti (“DepArt”).
Visto il successo oramai consolidato dell’attività delle ludoteche e delle loro manifestazioni collaterali, è necessario incentrare le sinergie e le attenzioni proprio sul DepArt. La struttura deve diventare punto focale per l’aggregazione giovanile e la pratica di attività artistiche.
Per promuovere la partecipazione giovanile riteniamo opportuni attivare il Tavolo dei Giovani: un punto, sia esso fisico o virtuale, di ascolto e di raccolta delle esigenze dei giovani, con lo scopo di elaborarle, vagliare la loro fattibilità e dare loro una risposta.
 
Proposte:
  • informatizzazione del paese attraverso l’adozione di tecnologia   wi-fi o wi-max e promozione  dell’utilizzo di strumenti multimediali come blog, web radio, etc.;
  • vetrina artistica attraverso un laboratorio tematico autogestito;
  • manifestazioni culturali e musicale all’interno del DepArt;
  • Job and Career Fair, cioè una serie di incontri con atenei e mondo del lavoro allo scopo di migliorare la situazione riguardo occupazione e qualificazione giovanile;
  • manifestazione annuale per sensibilizzazione alla cura e la realizzazione di spazi verdi urbani da destinare a svago e luogo d’incontro.
DIS-ABILITA’
I bisogni delle persone disabili non devono essere categorizzati perché variano in funzione di una pluralità di fattori che influenzano la situazione del soggetto e ne condizionano le possibilità di cura, riabilitazione ed integrazione nel contesto sociale.
Poiché le esigenze terapeutiche, riabilitative e di socializzazione cambiano sostanzialmente con il mutare delle situazioni sociali nelle quali il soggetto è inserito, l’erogazione delle risposte non può tenere conto solo delle caratteristiche organiche della disabilità.
Nell’attuazione degli interventi si devono necessariamente valutare le caratteristiche strutturali della famiglia del disabile: età dei genitori, numero dei componenti, condizione economica, rapporti tra la famiglia e l’ambiente circostante.
E’ proprio tenendo conto di questi presupposti che si intendono perseguire iniziative e progetti finalizzati a promuovere la piena integrazione fra i servizi e le prestazioni che vengono attivate, a valutare la rispondenza tra servizi esistenti nel territorio ed a promuovere le azioni atte a garantire la piena integrazione scolastica, lavorativa e sociale del disabile, con il pieno coinvolgimento della famiglia.
Per realizzare tali obiettivi pensiamo di riconsiderare gli interventi già erogati dall’Amministrazione Comunale a favore delle persone disabili (assistenza scolastica, domiciliare, educativa) in un’ottica di unitarietà, formulando percorsi che rappresentino una risposta articolata alle difficoltà di vivere il quotidiano da parte degli utenti e delle loro famiglie. E’ pertanto evidente che possano esaurirsi nella mera erogazione settimanale di un monte ore da parte dell’ente, ritenendo tale approccio sufficiente e risolutivo verso bisogni che hanno invece la caratteristica della individualità e della complessità.
Le scelte di intervento che si effettuano rispetto all’organizzazione e all’erogazione dei servizi devono avere come parametro di riferimento, pertanto, l’individualità della persona sotto la visuale della più reale integrazione: un’integrazione possibile, esperita all’interno del proprio nucleo familiare di appartenenza e del proprio contesto sociale allargato (scuola, associazioni sportive, parrocchiali, etc.).
 
Proposte:
  • ampliamento dell’intervento del Centro Diurno per gravi psichici “Casa di Alice”;
  • sostenimento del progetto “Dopo di Noi”;
  • sistema integrato a domicilio di interventi socio-sanitari per la dimissione protetta dagli ospedali, in accordo con ospedale e medici di base;
  • realizzazione di servizi di “sollievo” rivolti a sostenere coloro che assistono persone anziane anche attraverso l’organizzazione di auto-aiuto.
SCUOLA
…”Gli elementi costitutivi della scuola come organismo sano e umanizzante possono essere apprezzati nella loro portata se anzitutto si percepiscono le ragioni del suo valore umano e sociale. Essa, infatti, non è solo l’istituzione principale di trasmissione sociale del sapere, è anche l’organismo essenziale di rinnovamento umano e culturale della società.
Vi si attua un prendersi cura che è, anche per chi vi opera come educatore e per la società intera, un lasciarsi trasformare e rinnovare. è un sistema aperto di correnti di reciprocità: tra attività e passività, tra generazioni diverse, tra culture diverse, tra l’istanza di educare e quella di preparare al lavoro, tra conservazione dei valori già dati e rigenerazione…”
Uno dei criteri fondamentali per misurare il grado di civiltà di un Paese può essere sicuramente individuato nell’attenzione che i suoi amministratori pongono alla costruzione di un ambiente scolastico in grado di “formare persone” aperte al dialogo, al confronto, alla cooperazione e solidarietà e di “educare”  al  senso della responsabilità civile, individuale e collettiva
E allora, come può la politica non occuparsi della Scuola? “Solidarietà e Partecipazione” ha da tempo profuso tutte le sue forze per mettersi in sintonia con la diffusa necessità di “educazione” in un mondo che vede i ragazzi e  i giovani sempre più alla ricerca di attenzione e di accompagnamento da parte degli adulti.
Questa è la sfida che ci proponiamo: investire nell’educazione e nella formazione.
È nostro obiettivo continuare a promuovere adeguate strategie politiche per sostenere la Scuola a mettere in atto azioni che sviluppino la cultura e la pratica della democrazia.
Perché ciò avvenga, riteniamo imprescindibile una forte interazione tra le Istituzioni scolastiche  e  l’Amministrazione, attraverso azioni concrete, strumenti organizzativi, iniziative di   progettazione  e condivisione partecipata, attraverso i quali si produce uno sforzo costante per “far prendere coscienza ai cittadini di tutte le risorse educative presenti nella comunità e sollecitare un  dialogo tra  quanti gestiscono tali risorse”.
Occorre, dunque,  rivalutare e valorizzare le specifiche responsabilità educazionali (della scuola, della famiglia, dell’Ente locale e di tutte le altre Istituzioni laiche e religiose) e  i modi in cui è possibile farle interagire, in maniera positiva e integrata, per offrire  strutture e  servizi - molti dei quali già attivi - sempre più efficaci ed efficienti, nonché per ottimizzare l’azione del Comune nell’esercizio delle funzioni prescritte dalla legislazione scolastica.
Nella realizzazione delle nuove strutture sarà perciò necessario tener conto di criteri di funzionalità e sicurezza di tutti i plessi scolastici, di dedicare spazi debitamente attrezzati a supporto degli alunni con disabilità, di dotarle di arredi ed attrezzature funzionali per aule, laboratori e palestre.
 
Proposte:
  • realizzazione del nuovo “polo scolastico” che risponda alle esigenze ed ai bisogni di una scuola – laboratorio, officina di idee e progettualità;
  • ampliamento dell’asilo nido;
  • riqualificazione degli spazi esterni agli edifici scolastici;
  • sostegno linguistico scolastico per gli alunni di cittadinanza non italiana;
  • assistenza scolastica alla persona diversamente abile ed alle situazioni di disagio;
  • coinvolgimento dei servizi socio-sanitari presenti operanti sul territorio, per un a più efficace azione di prevenzione e assistenza (disagio e dispersione scolastica);
  • centri di ascolto per ragazzi ed adulti;
  • post-scuola per ragazzi socialmente più deboli;
  • attività di supporto alla scuola e alla famiglia tramite servizi, attività integrative, quali estate ragazzi, iniziative culturali e sportive assistenza  domiciliare;
  • mensa scolastica sempre più attenta alla qualità dei prodotti (valorizzazione dei prodotti naturali e biologici);
  • razionalizzazione  del trasporto scuolabus (attuazione del progetto “Millepiedi”);
  • elargizione di contributi per sostenere i progetti scolastici e borse di studio per studenti meritevoli, ma in situazione di disagio economico;
  • interventi integrativi di orientamento scolastico e professionale al fine di collegare e mettere in sinergia la programmazione dell’offerta formativa con la programmazione dell’offerta lavorativa;
  • socializzazione delle esperienze scolastiche attraverso la messa a disposizione di strutture e risorse;
  • istituzione del progetto Grottammare “Città Educativa” attraverso l’adesione alla rete di comunità urbane che si riconoscono come “Città Educative”, città “capaci di futuro”, città che progressivamente migliorano le proprie capacità di ascolto, di attenzione e di azione, in cui l’educazione dei minori e degli adulti abbia un ruolo davvero centrale, città in grado di affrontare, in un’ottica di sviluppo sostenibile, le grandi sfide che riguardano il rapporto Ambiente-Società;
  • istituzione di un Tavolo Permanente di Lavoro, costituito da rappresentanti dell’Amministrazione Comunale e delle Autonomie Scolastiche, con il compito di programmare iniziative formative ad integrazione e supporto delle scuole con tematiche relative la pace e intercultura (promozione di percorsi educativi orientati alla conoscenza e sperimentazione di forme di cooperazione e solidarietà, della legalità, dell’intercultura, attraverso anche strategie operative quali gemellaggi con classi del Sud del Mondo, realtà di disagio sociale, Consiglio comunale dei ragazzi) ambiente (conoscenza, sperimentazione, valorizzazione, utilizzo del territorio come risorsa, salute e benessere della persona), orientamento scolastico (all’utilizzo dei servizi del territorio e di avviamento al lavoro).
Grottammare città educativa vuole essere un organismo che sta alla base di tutte le azioni della città, “una filosofia di vita” che deve portare tutti all’azione educativa concertata e condivisa.
 
TERZA ETA’
Durante gli ultimi tre mandati elettorali abbiamo operato con efficaci interventi di politica sociale a favore degli anziani, consapevoli che questa fascia di popolazione assume sempre più rilevanza, soprattutto perché, quantitativamente, in costante crescita.
Nel prossimo mandato elettorale, l’impegno sarà principalmente quello di incentivare la socializzazione, valorizzare i ruoli e la capacità di proposizione attiva degli anziani, proporre sempre più validi modelli di organizzazione e di servizi alla persona, favorendo la partecipazione di tutti i cittadini alla vita pubblica, promuovendo il “pluralismo associativo”, riconoscendo e rafforzando il ruolo del “volontariato”, suppportandone l’attività attraverso forme di sostegno, anche di natura economica e di collaborazione.
Questa sollecitazione al coinvolgimento diretto ed attivo di persone anziane, risponde all’esigenza di una cultura innovativa, secondo la quale la partecipazione dell’intera cittadinanza alla gestione dei problemi della comunità rappresenta una risorsa preziosa.
Il nostro obiettivo è cooperare con sinergia con responsabili dei tre Centri Sociali Anziani attivati sul territorio.
 
Proposte:
  • progetti scuola-famiglia-ente locale;
  • assistenza domiciliare ad anziani non autosufficienti;
  • ricostruzione del rapporto intergenerazionale attraverso progetti didattici ed educativi;
  • trasporto gratuito sia per il cimitero che per il centro cittadino;
  • realizzazione di vari momenti socio-ricreativi.
PREVENZIONE E SOSTEGNO ALLE DIPENDENZE
Da circa 40 anni, il fenomeno delle dipendenze costituisce un problema sociale e di sanità pubblica.
E’ importante constatare la presenza di tale fenomeno e accogliere una domanda di aiuto e cercare con le persone percorsi di cura e di autonomia.
L’idea è quella di “camminare insieme”, alla ricerca di un percorso di senso con le persone, fatto di affrancamento educativo e condivisione della quotidianità.
E’ bene stipulare un”patto” tramite cui cercare di ottenere e sviluppare responsabilità e integrazione sociale.
In materia di politiche sulle dipendenze, la riduzione del danno è un pilastro  E’ una strategia articolata, di supporto alla popolazione dipendente e non solo. E’ un pilastro irrinunciabile. Non è una resa di fronte al dramma delle dipendenze, ma è un prendersi cura della persona in difficoltà. Inoltre è una politica che tutela la sicurezza pubblica. In questo senso è una riduzione dei danni non solo individuali ma collettivi.
La riduzione della “domanda di dipendenze” richiede anzitutto un forte investimento educativo, non solo sui giovani a partire dai primi cicli della scuola dell’obbligo, ma soprattutto con gli adulti.
Si deve insistere sull’informazione, sulla formazione e sulla qualità delle principali agenzie deputate a fornirla: la famiglia, la scuola, il territorio.
Il lavoro dovrà, inoltre, essere svolto in stretta collaborazione con i servizi pubblici e privati, con il coinvolgimento attivo delle varie realtà sociali presenti e disponibili sul territorio, all’interno di una strategia di intervento di rete.
 
Proposte:
  • istituzione di uno Sportello di accoglienza e di ascolto rivolto non solo a chi è in difficoltà e a chi chiede aiuto, ma anche ai familiari, amici e insegnati, all’interno del quale si potrà offrire ascolto, informazione, orientamento, counseling, distribuzione di materiale informativo;
  • organizzazione di incontri strutturati e non episodici tra la scuola e la famiglia per sensibilizzare, promuovere e informare alunni, insegnanti e genitori.
SOLIDARIETA’ E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE
L’Amministrazione Comunale di Grottammare si è distinta negli ultimi anni per il suo ruolo attivo sullo scenario internazionale.
E’ necessario focalizzare sul ruolo sempre più importante per i Comuni essendo cresciuta la consapevolezza che un mondo migliore possa realizzarsi solo partendo dal basso, dalle comunità locali, dalle loro istituzioni e dalla partecipazione diretta dei cittadini e dal loro coinvolgimento concreto e responsabile per costituire una base sempre più ampia su cui poggiare e fondare ogni crescita di un territorio.
Grazie alla costituzione della “Consulta per la Fratellanza tra i Popoli” tali iniziative hanno ottenuto la partecipazione e il coinvolgimento delle realtà associative, scolastiche e parrocchiali della città.
 
Proposte:
  • gemellaggi e scambi culturali con realtà lontane e diverse da noi quali Itiuba o Saharawi con offerta di ospitalità, sostegno e cure mediche ospedaliere a bambini bisognosi;
  • progetti di cooperazione internazionale e di solidarietà per uno sviluppo equo e rispettoso dei diritti umani;
  • iniziative di pace di “diplomazia dal basso” per ridurre le ferite delle guerre;
  • occasioni di educazione multiculturale.
  • IMMIGRAZIONE

     

     

E’ assolutamente necessario continuare ad investire sull’integrazione degli stranieri, considerando il fenomeno dell’immigrazione non come qualcosa di emergenziale o congiunturale, ma come un fenomeno strutturale nella nostra società e nella nostra realtà cittadina e che in futuro possa divenire risorsa del territorio.
L’amministrazione ha, in tal senso, attivato una serie di servizi in favore degli immigrati quali il Centro Servizi Immigrati ed il Centro di Pronta Accoglienza.
 
Proposte:
  • potenziamento delle funzioni della Consulta degli Stranieri attraverso un maggior coinvolgimento del Consigliere Aggiunto;
  • incontri a tavola e al cinema;
  • ricerca sul fenomeno degli immigrati di seconda generazione con aspetti relativi la famiglia di origine, scuola, lavoro e ambiente sociale;
  • scuola di lingua per adulti.

DONNA CHIAMA DONNA

I motivi, per i quali le donne sono per lo più assenti nelle istituzioni rappresentative, sono diversi e legati sia alla crisi della rappresentanza, sia a fattori socioculturali.
Si tratta di sensibilizzare, su questo problema, l'opinione pubblica e modificare una cultura politica, che, ancora oggi, considera l'uomo il legittimo protagonista della gestione dello Stato. Poiché si tratta di cambiamenti, che investono la coscienza della collettività, occorrerà molto tempo prima che le conquiste degli anni passati vengano interiorizzate e prima che le donne entrino a far parte, in modo costante, del mondo politico.
L'esperienza diretta ed indiretta delle donne nelle amministrazioni locali, l'impegno civile nelle strutture religiose, educative e di volontariato possono diventare degli importanti punti di riferimento per  una politica più alta,  più forte, eticamente orientata,  che vuole mettere al centro la dignità della persona e il rispetto dei suoi diritti.
Occorre  comunque "accompagnare" il cambiamento attraverso campagne di sensibilizzazione e misure concrete che promuovano la partecipazione politica delle donne. 
"La Partecipazione: sostantivo di genere femminile…
                                                             la diversità è un valore aggiunto " 
Partendo da questo valore aggiunto noi donne–candidate intendiamo proporre un programma che valorizzi una diversità consapevole, fonte di ricchezza e di orgoglio, che non deve essere vissuta come forma di emarginazione.
Ancora oggi nel nostro paese vi sono ostacoli che rendono difficile l’accesso delle donne in politica. È  nostro intento proporre una serie di iniziative che si possano coniugare con l’essere donna, che permettano di poter continuare ad espletare tutte quelle “cose” che oggi vengono abbandonate perché considerate "cose da donne ". Nel nostro programma vogliamo creare spazi, luoghi, angoli inediti per appuntamenti, proposte e discussione " declinati al femminile" 
Il progetto, attraverso un itinerario specifico, si articola e prevede una serie di iniziative culturali  e sociali.
 
Proposte:
  • recupero e  valorizzazione dell'espressione artistica artigianale locale;
  • recupero dei “mestieri” tipicamente femminili legati alla nostra tradizione;
  • laboratori “di cucina” con il contributo concreto di volontarie  che insegnino a   recuperare le pratiche delle nostre nonne;
  • creazione di un luogo  di ascolto e incontro per donne di tutte le età, con la presenza di figure  professionali messe a  disposizione dell’amministrazione; 
  • istituzione di  una “Banca del tempo e del sapere”, per uno scambio  culturale e sociale che    valorizzi  le potenzialità esistenti;
  • maggior partecipazione delle donne in politica, offrendo mezzi e strumenti di  acculturazione;
  • iniziative di auto-mutuo-aiuto, che facciano uscire dalla solitudine;
  • spazio di relazioni, di pensieri, di letture al femminile;
  • spazio di consulenza per informazioni e aiuto a ragazze o giovani donne che si avviano nel mondo dell’imprenditoria attraverso collegamenti col mondo  finanziario e economico;
  • consulenza sulle problematiche del corpo femminile;
  • servizi per la prevenzione del disagio adolescenziale legato a problemi di identità, relazioni familiari, abusi e violenza che spesso portano alle tossicodipendenze e a problemi alimentari;
  • corsi di autodifesa; 
  • case di accoglienza per donne con figli minori in situazioni di precarietà.
Altre proposte di percorsi e di iniziative potranno essere programmate mediante la partecipazione di tutte le donne che vorranno contribuire a rendere le nostre realtà territoriali luoghi coniugati anche al femminile.
 
LA CITTA’ DELLA CULTURA
 
Collegare la città al mondo
«Quando penso alla Cultura – ha scritto Pippo Delbono in una bellissima lettera ai politici – penso alla libertà, alla ricchezza, alla leggerezza, alla forza, alla sensibilità, a un senso del vivere, del morire, alla lucidità, agli occhi aperti su noi stessi e sul mondo, a saper vedere una bellezza che sta nelle cose». Possiamo aggiungere ben poco: la cultura appartiene alla vita, come il cibo e l’ossigeno sono indispensabili per la sopravvivenza. Anche una città si nutre e cresce grazie alla cultura. In questi anni abbiamo lavorato affinché l’anima della città fosse ricca, affinché fosse possibile partecipare alla vita culturale della città non solo nei mesi estivi ma dodici mesi l’anno, attraverso l’organizzazione di un calendario intenso, ricco di letteratura, di musica, di teatro, di tutte le attività necessarie per trascorre il tempo lontano dalla palude dell’intrattenimento televisivo. Nei prossimi anni continueremo ad aumentare il nostro impegno per la crescita culturale della città, confermando un modello di cultura responsabile nei confronti dei cittadini, un’officina pronta a recepire idee e suggerimenti, tesa ad aumentare il più possibile la loro partecipazione, affinché si sentano coinvolte tutte le fasce della popolazione, soprattutto giovani ed anziani, per occupare i nostri luoghi della Cultura. Continuiamo a pensare, infatti, che la Cultura non debba essere un privilegio aristocratico, riservato a pochi iniziati, ma sia un bene comune, da tutelare con molta attenzione, da rendere accessibile a tutti, poiché soltanto attraverso una crescita culturale profonda della collettività potremo raggiungere nel futuro una società più giusta, più tollerante, più solidale. Per questo continueremo ad essere a fianco alle numerose associazioni che da anni investono il loro tempo, le loro energie e la loro passione per arricchire la città, magari tentando di stringerle intorno ad un tavolo unitario, una consulta per la cultura che permetta loro di confrontarsi, di integrarsi vicendevolmente, di dialogare con il territorio. Insieme a loro abbiamo l’ambizione di collegare la città al mondo, non solo salvaguardando la centralità che Grottammare si è guadagnata nella vita culturale della Provincia e della Regione ma soprattutto aprendola all’esterno, allacciando rapporti con le università italiane e straniere, realizzando un sistema culturale che unisca sapientemente la valorizzazione della storia e della tradizione, all’innovazione e al rispetto della diversità, immaginandola insomma come una città consapevole e responsabile, umana, accogliente, rivolta verso l’altro, di fronte al mare, di fronte al futuro.   
 
Ancora nuovi spazi per la cultura
Uno dei risultati principali raggiunti in questi ultimi anni è senz’altro l’aumento degli spazi destinati alla cultura. Basti pensare che la città ha raggiunto l’invidiabile primato di possedere uno spazio teatrale ogni cinquemila abitanti; oggi  infatti i cittadini possono contare su ben tre strutture, il Kursaal, il Teatro dell’Arancio e il nuovissimo Teatro delle Energie: spazi fondamentali, dislocati uniformemente sul territorio, che hanno consentito alla città di aumentare la quantità e la qualità dell’offerta culturale in tutti i periodi dell’anno. Immaginiamo questi luoghi non solo come spazi di ricezione, da vivere esclusivamente come pubblico di un evento: vorremmo infatti che essi diventassero luoghi di formazione e di produzione, dove sia possibile studiare, realizzare un proprio progetto, diventare attori della scena.  Ma possiamo fare ancora di più. Grottammare ha bisogno di un grande spazio all’aperto, che abbia le dimensioni e le caratteristiche necessarie per ospitare eventi prestigiosi, capaci di richiamare un ampio pubblico. Per questo abbiamo pensato ad una arena all’aperto di 1500 posti situata nei pressi del parco della Madonnina: un luogo affascinante, immerso nel verde, un polmone culturale indispensabile per la città, che potrebbe diventare negli anni un centro di importanza regionale. Non solo: per ospitare appuntamenti estivi di ricerca culturale, piccoli gioielli come concerti di musica classica, recitals poetici, letture o incontri con gli scrittori sarà recuperato il vecchio Castello di Grottammare,  che custodisce al proprio interno un giardino prezioso ed esclusivo. Un simile recupero si inserirà all’interno di un più ampio piano di valorizzazione della zona Castello, sicuramente uno dei belvedere più belli della costa adriatica, affinché possa completare magnificamente il percorso nel Vecchio Incasato. Quest’ultimo sarà il teatro di ulteriori novità. Innanzitutto sarà completato il Sistema museale della città attraverso l’inaugurazione del Museo dedicato a Giacomo Pomili detto “Il Tarpato”: un riconoscimento doveroso alla fantasia e alla genialità di questo artista grottammarese, una struttura attesa da tempo, che si affiancherà al Museo Fazziniano nel Torrione della Battaglia, al Museo Sistino e al Museo dell’Illustrazione Comica. Vero e proprio centro di irraggiamento  dell’attività culturale della città poi sarà l’edificio ex ospedale Madonna degli Angeli: completato il recupero dell’interno, infatti, esso ospiterà sia una Mediateca e una stanza per il cineforum sia una Casa delle Associazioni, un luogo in cui potranno incontrarsi e dialogare tutti coloro che da anni dedicano il loro tempo con passione e sacrificio alla crescita culturale di Grottammare.  Al cinema infine è legato il nostro progetto più ambizioso: restituire al centro della città una sala cinematografica, che possa proporsi come una valida alternativa ai grandi multisala di periferia, luoghi senza cuore ingoiati dai centri commerciali. Noi sogniamo uno spazio diverso, umano ed accogliente, uno spazio centrale nella vita cittadini, un punto d’incontro soprattutto per i ragazzi, un luogo che possa rinnovare i fasti di strutture storiche ed indimenticabili come il cinema Odeon e il cinema Sibilla. 
 
Cultura dei Giovani, Cultura del Futuro
L’inaugurazione del Deposito delle Arti nel quartiere stazione ha finalmente dato ai giovani di Grottammare uno spazio nel quale potersi esprimere. Dobbiamo infatti patire da qui, dalla valorizzazione delle esperienze artistiche espresse dal territorio, per non rischiare di disperdere la ricchezza e la vivacità di simili percorsi. Tra questi la musica svolge sicuramente un ruolo privilegiato, poiché da sempre essa ha raccolto la voce delle generazioni. Per questo pensiamo che sia possibile promuovere una rassegna di band giovanili da affiancare alle iniziative musicali già attive. Su quest’ultime continueremo ad investire, soprattutto tentando di utilizzare lo Stadio Comunale per i grandi concerti: una strada percorsa con successo da altri comuni del piceno. Non potrà poi essere trascurato il ruolo determinante che una intelligente collaborazione tra Cultura e Scuola svolga nella formazione dei futuri cittadini. Pertanto saranno promosse tutte le iniziative che favoriranno la penetrazione di cultura qualificata nella scuola e, di conseguenza, nei nuclei familiari. Soltanto attraverso una capillare opera di sensibilizzazione alla cultura potremo sottrarre i più giovani dalla seduzione dei modelli distorti, falsi e devianti proposti loro dalla televisione.
 
Approfondire la Storia, salvare le Tradizioni
Guardare al futuro non significa trascurare il passato. Alla salvaguardia delle tradizioni grottammaresi –  che si articolano nelle numerose feste dei quartieri, nelle feste patronali, nelle fiere e non ultima nella millenaria Sacra Giubilare – abbiamo dedicato e dedicheremo nei prossimi anni risorse ed energie, continuando a considerarle la spina dorsale, il midollo della cultura profonda di Grottammare. La nostra città è cresciuta sulla Storia, strato dopo strato. Di questa ricchezza dobbiamo essere tutti più consapevoli e più informati. Per questo crediamo sia ormai indispensabile una sistematica campagna di indagine archelogica sul territorio della nostra città, per chiarire finalmente alcuni aspetti ancora poco studiati del nostro passato, che sprofonda nei secoli fino alla civiltà picena.
 
Continuare ad investire sulle nostre strutture e sulle nostre eccellenze
Valorizzare le eccellenze culturali e dar seguito ai punti di forza: ecco i due criteri fondamentali che hanno guidato la nostra politica culturale negli anni trascorsi e ci hanno consentito di raggiungere risultati straordinari, come il raddoppio delle presenze e degli incassi del Festival dell’Umorismo. Dobbiamo proseguire su questa strada, continuando ad investire su Cabaret Amoremio, uno dei festival più importanti della comicità nazionale, attraverso un costante aumento della progettualità, del rinnovamento e del radicamento nel territorio. Continueremo inoltre a scommettere su iniziative più recenti di grandissimo successo come il Festival Listz, una grande rassegna di musica classica che in questi anni ha ottenuto riconoscimenti invidiabili e una grande attenzione della stampa nazionale.  Non potremo poi non dedicare particolare attenzione al consolidamento del Sistema Teatri di Grottammare e delle stagioni teatrali organizzate al Kursaal, al Teatro dell’Arancio e soprattutto al Teatro delle Energie, la seconda struttura teatrale per numero di posti della futura provincia di Ascoli Piceno, un’eccellenza assoluta della città, che dovrà mantenere il grande prestigio guadagnato nel primo anno di apertura. Infine dovremo sfruttare appieno le potenzialità offerte dall’apertura della nuova Biblioteca Comunale: uno spazio ampio e stratificato, aperto ad un pubblico molto vario, un palazzo della Cultura indispensabile per la vita cittadina, che dovrà essere arricchito non solo di laboratori che lo rendano vivo e dinamico ma anche di una adeguato patrimonio librario, che possa rispondere alle esigenze di un pubblico soprattutto giovanile.
 
Sette tappe per la Cultura
  1. Apertura del Museo Tarpato
  2. Recupero e valorizzazione del Castello
  3. Completamento della Mediateca e della Casa delle Associazioni nel Vecchio Ospedale
  4. Inaugurazione dell’Arena all’aperto nel Vecchio Incasato
  5. Utilizzo dello Stadio Comunale per i concerti
  6. Avvio di un progetto sistematico di indagine archeologica del territorio
  7. Restituzione di una sala cinematografica al centro della città

 

 >> Segue II Parte

 

 

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