SACRA GIUBILARE
Papa Alessandro III
Nell’estate del 2007 Grottammare è stata il teatro di un grande evento collettivo e popolare, civile e religioso: la Sacra giubilare.
La sua tradizione affonda nei secoli: già l’umanista Giovanni Garzoni nel 1447 ricordava che una immensa moltitudine di persone si radunava presso la Chiesa di San Martino per soddisfare un voto.
Lo storico Giuseppe Speranza ricorda, inoltre, che nel 1714 parteciparono ai festeggiamenti della Sacra più di 40 mila persone.
La Sacra rievoca una storia di circa mille anni fa e si celebra ogniqualvolta il 1° luglio cade di domenica.
Questo evento del calendario si verifica molto raramente ovvero con una ciclicità di cinque, sei, cinque e undici anni.
Infatti è dal 2001 che il calendario non data più di domenica l’inizio di luglio e prima ancora ritroviamo la Sacra nel 1990, nel 1984 e poi nel 1979, nel 1973 e poi più indietro, più indietro ancora negli anni e nei secoli.
E con l’allontanarsi del tempo la storia si intreccia con altre storie che parlano di usi e costumi del popolo piceno, progenitore di questa terra.

Chiesa di San Martino
La Sacra rievoca l’ammaraggio di fortuna di Papa Alessandro III sul litorale Grottammarese avvenuto a causa di una terribile tempesta nel 1175.
La leggenda racconta che, mentre l’imperatore Federico Barbarossa si preparava a discendere per la quarta volta in Italia, papa Alessandro III, capo della Lega dei Comuni lombardi, per dare forza e coraggio alla coalizione, volle recarsi a Venezia, per sollecitare quella repubblica a dare maggiore sostegno alla causa nazionale.
Lungo il viaggio nell’Adriatico, si dice che a causa di uno spaventoso fortunale le navi del papa furono costrette a rifugiarsi nel porto di Grottammare.
I monaci Benedettini Camaldolesi che in quel tempo avevano la cura del beneficio di S. Martino, invitarono il papa a trattenersi sino al 1° luglio per assistere ai tradizionali festeggiamenti che la popolazione picena era usa celebrare a ricordo di antichissime costumanze locali. Il concorso di folla fu imponente: migliaia e migliaia di persone convennero dalle più remote contrade della regione e per il fervore religioso stupirono a tal punto Alessandro III che questi, commosso e ammirato, toltosi il camauro e riempitolo di sabbia, proclamò: «Tante indulgenze saranno concesse ad ogni pellegrino, quanti sono i granelli di sabbia qui contenuti».
È ovvio che ci troviamo di fronte ad una leggenda tradizionale fiorita sulla storia. Ma da quel fatidico anno 1175, allorché il 1° luglio cade di domenica, migliaia di pellegrini accorrono alla chiesa di S. Martino per lucrare l’indulgenza plenaria, pari a quella goduta dai fedeli di tutto il mondo in occasione dell’Anno Santo.
Giova ricordare che il privilegio dell’indulgenza fu confermato nel 1803 da Papa Pio VII con la bolla Ad augendam che concede «a tutti indistintamente i cristiani di ambo i sessi, sinceramente pentiti confessati e comunicati, che devotamente visitino la chiesa abbaziale detta di San Martino, situata nel territorio di Grottammare della Diocesi Ripana, nel giorno primo del mese di luglio, qualora cada di domenica, e negli otto giorno immediatamente antecedenti ed immediatamente seguenti, ed ivi elevino devote preghiere a Dio per la concordia dei Principi Cristiani, per l’estirpazione delle eresie e per l’esaltazione di Santa Madre Chiesa» di lucrare «nello spazio dei predetti diciassette giorni, per ciascun fedele una volta sola, nel giorno di suo piacimento, l’Indulgenza Plenaria e la remissione di tutti i peccati.
Indulgenza che può essere applicata a modo di suffragio anche alle anime dei cristiani, che passarono da questa vita, congiunti a Dio nella carità.»
La festa civile e religiosa
La solennità della Sacra, che richiama migliaia di turisti e fedeli, prevede una serie di manifestazioni civili e religiose che si susseguiranno per i 15 giorni utili a lucrare l’indulgenza, dal 24 giugno all’8 luglio, e per tutto il periodo estivo. Il cartellone presenterà una serie di iniziative dedicate a questa importante manifestazione, il cui evento più spettacolare sarà il corteo storico, composto da circa trecento elementi in costumi rigorosamente duecenteschi e articolato in varie sezioni: la prima rappresenta la parte storica dell’avvenimento che ha dato origine alla Sacra; la seconda ha come protagonista il principe a cavallo che porta in processione lo stendardo rosso donato da Vescovo di Fermo; la terza ed ultima parte è formata dai rappresentanti delle confraternite religiose, dalle statue dei santi, seguite dal clero e dai partecipanti alla processione.
Il corteo storico
Il corteo della Sacra consiste in una rappresentazione storica che accomuna popolani, cavalieri, chierici e nobili in un unico quadro della società del 1200. Ogni figurante porta con sé un tratto di quegli antenati che all’epoca popolavano il territorio di Grottammare, offrendoci uno spaccato di quel lontano periodo. Saranno coinvolte nella sfilata circa trecento persone, vestite con riproduzioni fedeli degli abiti dell’epoca.
La rievocazione rispetterà fedelmente il protocollo di corteo, divenuto nei secoli norma delle celebrazioni: apriranno il corteo i suonatori di tamburi e di chiarine, seguiti dal corteo papale composto dagli armati semplici e dai templari a piedi e a cavallo. Seguiranno il papa e la barca papale che simboleggia lo sbarco di Alessandro III sulle coste del paese, con al seguito la nobiltà ecclesiale dei cardinali, monaci e frati che lo accolsero nella chiesa di San Martino.
Al corteo papale faranno seguito gli stendardi dei quattro quartieri antichi di Grottammare, ciascuno accompagnato dai rispettivi nobili, dame e damigelle.
A seguire il popolo in festa ovvero i pescatori, artigiani, boscaioli, contadini, tessitrici e vasai, accompagnati da musici e giocolieri che animeranno la sfilata.
La seconda parte del corteo rievocherà avvenimenti successivi, risalenti ai primi del XVIII secolo. Sfileranno infatti lo Stendardo rosso donato dal Vescovo di Fermo a riconferma dei benefici giubilari concessi dalla bolla di Papa Pio VII, seguito dal Principe, dal Capitano del Popolo, investito per l’occasione di pieni poteri civili e scortato dagli armigeri.
La terza parte del corteo, infine, sarà costituita dalla sfilata religiosa composta dalle reliquie dei santi, dalle confraternite e dal clero, seguito dalle autorità civili.
La barca
Papa Alessandro III, per i suoi spostamenti marittimi, nell’arco del suo pontificato ha sempre usato la galea (la galea mediterranea infatti fa la sua comparsa intorno al secolo X).
La sfilata della barca di Alessandro III costituisce ovviamente il cuore del corteo storico. Nulla resta purtroppo dei manufatti utilizzati nelle precedenti edizioni della Sacra.
Abbiamo tuttavia pensato di trasformare questo limite in una potenziale ricchezza. Uno degli elementi più innovativi della Sacra 2007, infatti, sarà proprio la ricostruzione puntuale di una galea del XII secolo, in legno e metallo, su progetto dell’architetto Roberto Bua.
Un simile sforzo organizzativo ed economico si giustifica con l’intenzione di produrre finalmente una struttura resistente che, con una opportuna manutenzione, possa essere utilizzata anche nelle prossime edizioni dell’evento.