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Benvenuti sul sito del Comune di Grottammare - 21/11/2018
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 LA SACRA 

PROSSIMA EDIZIONE 1° LUGLIO 2018

 

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FESTEGGIAMENTI EDIZIONE 2012

>> opuscolo dei festeggiamenti SACRA 2012

>> il percorso del Corteo storico del primo luglio

>> il manifesto degli eventi

 

 

Papa Alessandro III 

Papa Alessandro III

 

Nell’estate del 2018 Grottammare sarà  il teatro di un grande evento collettivo e popolare,  civile e religioso: la Sacra giubilare.

 

La sua tradizione affonda nei secoli: già l’umanista Giovanni Garzoni nel 1447 ricordava che una immensa moltitudine di persone si radunava presso la Chiesa di San Martino per soddisfare un voto.

 

Lo storico Giuseppe Speranza  ricorda, inoltre, che nel 1714 parteciparono ai festeggiamenti della Sacra più di 40 mila persone.

 

La Sacra rievoca una storia di circa mille anni fa e si celebra ogniqualvolta il 1° luglio cade di domenica.

 

Questo evento del calendario si verifica molto raramente ovvero con una ciclicità di sei, cinque, sei e undici anni.

 

Infatti è dal 2012 che il calendario non data più di domenica l’inizio di luglio e prima ancora ritroviamo la Sacra nel 2007, nel 2001, nel 1990, nel 1984 e poi nel 1979, nel 1973 e poi più indietro nel 1962, più indietro ancora negli anni e nei secoli.

 

E con l’allontanarsi del tempo la storia si intreccia con altre storie che parlano di usi e costumi del popolo piceno, progenitore di questa terra.

 

 Chiesa di San Martino

Chiesa di San Martino

 

La Sacra rievoca l'approdo precipitoso di Papa Alessandro III sul litorale Grottammarese avvenuto a causa di una terribile tempesta.


La leggenda racconta che, mentre l’imperatore Federico Barbarossa si preparava a discendere per la quarta volta in Italia, papa Alessandro III, capo della Lega dei Comuni lombardi, per dare forza e coraggio alla coalizione, volle recarsi a Venezia, per sollecitare quella repubblica a dare maggiore sostegno alla causa nazionale.

 

Lungo il viaggio nell’Adriatico, si dice che a causa di uno spaventoso fortunale le navi del papa furono costrette a rifugiarsi nel porto di Grottammare.

 

I monaci Benedettini Camaldolesi che in quel tempo avevano la cura del beneficio di S. Martino, invitarono il papa a trattenersi sino al 1° luglio per assistere ai tradizionali festeggiamenti che la popolazione picena era usa celebrare a ricordo di antichissime costumanze locali. Il concorso di folla fu imponente: migliaia e migliaia di persone convennero dalle più remote contrade della regione e per il fervore religioso stupirono a tal punto Alessandro III che questi, commosso e ammirato, toltosi il camauro e riempitolo di sabbia, proclamò: «Tante indulgenze saranno concesse ad ogni pellegrino, quanti sono i granelli di sabbia qui contenuti».

 

È ovvio che ci troviamo di fronte ad una leggenda tradizionale fiorita sulla storia. Ma da quel fatidico anno, allorché il 1° luglio cade di domenica, migliaia di pellegrini accorrono alla chiesa di S. Martino per lucrare l’indulgenza plenaria, pari a quella goduta dai fedeli di tutto il mondo in occasione dell’Anno Santo.

 

Giova ricordare che il privilegio dell’indulgenza fu confermato nel 1803 da Papa Pio VII con la bolla Ad augendam  che concede «a tutti indistintamente i cristiani di ambo i sessi, sinceramente pentiti confessati e comunicati, che devotamente visitino la chiesa abbaziale detta di San Martino, situata nel territorio di Grottammare della Diocesi Ripana, nel giorno primo del mese di luglio, qualora cada di domenica, e negli otto giorno immediatamente antecedenti ed immediatamente seguenti, ed ivi elevino devote preghiere a Dio per la concordia dei Principi Cristiani, per l’estirpazione delle eresie e per l’esaltazione di Santa Madre Chiesa» di lucrare «nello spazio dei predetti diciassette giorni, per ciascun fedele una volta sola, nel giorno di suo piacimento, l’Indulgenza Plenaria e la remissione di tutti i peccati.

 

Indulgenza che può essere applicata a modo di suffragio anche alle anime dei cristiani, che passarono da questa vita, congiunti a Dio nella carità.»

 

 

La festa civile e religiosa


La solennità della Sacra, che richiama migliaia di turisti e fedeli, prevede una serie di manifestazioni civili e religiose che si susseguiranno per i 15 giorni utili a lucrare l’indulgenza, dal 24 giugno all’8 luglio, e per tutto il periodo estivo. Il cartellone presenterà una serie di iniziative dedicate a questa importante manifestazione, il cui evento più spettacolare sarà il corteo storico del 1 luglio.

 

 

Il corteo storico


Il corteo della Sacra consiste in una rappresentazione storica che accomuna popolani, cavalieri, chierici e nobili in un unico quadro della società del 1200. Ogni figurante porta con sé un tratto di quegli antenati che all’epoca popolavano il territorio di Grottammare, offrendoci uno spaccato di quel lontano periodo. Saranno coinvolte nella sfilata circa trecento persone, vestite con riproduzioni fedeli degli abiti dell’epoca.

 

La rievocazione rispetterà fedelmente il protocollo di corteo, divenuto nei secoli norma delle celebrazioni: 

La prima scena rievoca il restauro del Tempio della dea Cupra compiuto dall’imperatore Adriano nel 122 d.C., documentato dalla celebre epigrafe ancora oggi conservata nella Chiesa di San Martino. Aperta dai musici dell’antica Roma, sfilano patrizi e senatori, vestali e matrone, pretoriani e centurioni a piedi e a cavallo. Inoltre i legionari a piedi e a cavallo, rispettivamente pedites e equites, dell’Associazione Presepe Vivente di Grottammare precedono la riproduzione dell’Epigrafe dell’Imperatore Adriano. A seguire l’Imperatore a cavallo al centro della scena.  

 

Nella seconda scena: Lo sbarco del Papa, che rappresenta l’approdo di fortuna di Alessandro III la novità di questa edizione è la presenza di Papa Alessandro III, accompagnato dal portatore del Camauro e la Bolla medievale che sancisce il privilegio dell’Indulgenza a chiusura della scena

 

Nella terza scena, La città in festa, che accoglie l’arrivo del Papa sfilano le rappresentanze dei quattro quartieri antichi di Grottammare, ciascuno annunciato dallo stendardo e rappresentato dai rispettivi nobili, dame ed ancelle, seguiti dalla bella gioventù delle damigelle e dei cavalieri, accompagnati dai membri della Corte. Dopo il gruppo dei Falconieri medievali, chiude questa terza parte del corteo il popolo, composto da pescatori, artigiani, boscaioli, contadini, tessitori e vasai, tessitrici e filatrici, ricamatrici e lavandaie. Un gruppo di giovani danzatrici , batte il ritmo della scena. Per rendere la ricostruzione storica più attendibile e spettacolare, sfilano tra i popolani gli artisti, mangiatori di fuoco e trampolisti.

 

La quarta scena La traslazione del Rosso Stendardo, rievoca avvenimenti riferibili al XVI secolo ed è chiusa dalla rappresentazione simbolica della seconda Bolla che sancisce l’Indulgenza, promulgata nel 1803 da Papa Pio VII.  

Infine, la quinta scena della sfilata, intitolata La processione dei Santi, è aperta dalla rappresentazione della terza Bolla (promulgata da Paolo VI nel 1973


 

 

La barca


   

 

Papa Alessandro III, per i suoi spostamenti marittimi, nell’arco del suo pontificato ha sempre usato la galea (la galea mediterranea infatti fa la sua comparsa intorno al secolo X).

 

La sfilata della barca di Alessandro III costituisce ovviamente il cuore del corteo storico. Nulla resta purtroppo dei manufatti utilizzati nelle precedenti edizioni della Sacra fino al 2001, ma dal 2007 si è deciso di ricostruire fedelmente una galea del XII secolo  in legno e metallo, su progetto dell’architetto Roberto Bua.

 

Un simile sforzo organizzativo ed economico si giustifica con l’intenzione di produrre finalmente una struttura resistente che, con una opportuna manutenzione, possa essere utilizzata anche nelle prossime edizioni dell’evento, ed infatti la Galea è gia stata utilizzata nelle Sacre del 2007, 2012 e verrà utilizzata anche in questa Sacra 2018.

 

LE PROSSIME EDIZIONI DELLA RIEVOCAZIONE STORICA

1 luglio 2018 - 2029 - 2035 - 2040 - 2046 - 2057

 

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